sabato 18 agosto 2012

PALIO DI SIENA, RIFLESSIONI A FINE CORSA

Palazzo arcivescovile, Siena

L'argomento Palio di Siena è assai delicato. Da una parte ci sono i cosiddetti animalisti,assolutamente contro Palio, dall'altra una gran parte della popolazione senese e un gruppo eterogeneo di persone che vanno dagli amanti dei pali in sè e degli sport con il cavallo a persone che a vario titolo sono entrati in contatto con questa realtà e se ne sono innamorati, che a loro volta sono assolutamente pro Palio. Sia il gruppo pro che contro è agguerrito, spesso incattivito e indispettito dalle idee esposte dall'altro gruppo, ed incline ad esporre le proprie idee in modo aggressivo e poco conciliante.Insomma da quello che sento dire e scrivere vedo solo due gruppi schierati su barricate opposte e armati fino ai denti pronti a massacrarsi a vicenda in barba al pacifismo, all'antiviolenza e al tentativo di risolvere i problemi con la ragione ed il dialogo!!!
Poi ci sono io, senese, contradaiola moderata, proveniente da famiglia colta della borghesia sensese, tutti contradaioli, tutte persone ragionevoli, tutti amanti del Palio. Io amo gli animali, è sempre stato così e del mio amore ho fatto una professione: veterinaria. Le mie radici sono nella tradizione senese e nella mia città, anche se spesso ho criticato l'ottusità dei mie concittadini e le ristrettezze mentali che una piccola città della provincia italiana conducono con se. Ho studiato fuori Siena, ho vissuto anche se per poco a Firenze, e poi sono ripiombata a Siena, grossa calamita per noi senesi dalla cui forza di attrazzione è difficile staccarsi. Ho vissuto il Palio da fuori e da dentro, da bambina che va dietro al cavallino, da adolescente che canta e piange quando vedeva i cavalli cadere e morire negli anni novanta e poi da studentessa di veterinaria impegnata nella stalla di contrada con le mani in pasta nel Palio. Ed ora? Forse mi sono un po' allontanata dalla festa,non ho amici stretti che possano fare da punto di riferimento nella contrada anche se la mia famiglia è tutta lì,in ogni caso la mia partecipazione al Palio avviene con minore assiduità. Comprendo le ragioni dei contro Palio,è inutile nascondere la testa sotto la sabbia, esistono delle criticità e i cavalli si fanno male e a volte muoiono. Di questo ne soffro porfondamente. Però....non riesco ad essere contro. Ho visto l'evoluzione che c'è stata nel Palio a partire dagli anni novanta fino ad arrivare ad oggi. Ormai non arrivano più in piazza cavalli provenienti dalle corse regolari di galoppo, sogetti spesso usciti dal circuito delle regolari perchè non adatti ad esso e buttati in mezzo ad una Piazza del Campo che non assomiglia in nulla ad una pista di galoppo e per questo motivo destinati inesorabilmente a morire.Se il Palio fosse ancora quello degli anni novanta io sarei assolutamente contro. Da allora,però, la città si è lentamente risvegliata, anche, bisogna dirlo, pressata, giustamente, dalla legislazione europea riguardante il benessere animale. I cavalli vengono allevati e scelti per essere il più possibile adatti a correre in Piazza del Campo,subiscono controlli medici e svolgono un lungo percorso di addestramento che mira a ridurre al minimo gli incidenti. Esiste un protocollo di scelta ed addestramento che riguarda tutto questo, esistono veterinari impegnati in questo e regole severe. La pista è stata migliorata e ancora si studia per farlo. Via via sono stati introdotti controlli antidoping per cavalli e fantini. Tutto ciò è in divenire. I cavalli, però, si fanno ancora male, meno di un tempo, sempre più spesso vengono fermati preventivamente, sempre meno ne muoniono, quelli che subiscono infortuni vengono curati e se non recuperabili per l'attività sportiva vengono ospitati vita natural durante nel pensionato per cavalli da Palio a Radicondoli. Non vengono uccisi come spesso sento erroneamente dire. E' vero, però,che si fanno male, è vero che l'ideale dovrebbe essere zero infortuni, è allora quale è la scelta giusta? Abolire il Palio? Oppure cercare di velocizzare l'aggiornamento delle sue regole per renderlo ancora più sicuro? Ovviamente chi è contro grida alla barbarie,vuole abolire, abolire e solo abolire quel gioco stupido, fatto da una popolazione di cretini(!!).

Aspettando la benedizione del cavallo, chiesa di S.Sebastiano, contrada della Selva

 Il Palio, però, non è solo una corsa di cavalli, la corsa è un solo aspetto del tutto ed il tutto si può comprendere solo se sicerca di immergersi completamente nella cultura paliesca. Solo allora si può comprendere come un'amante degli animali come me possa seguire ed appoggiare questa tradizione, e desideri modificarla per renderla sicura senza, però, abolirla. Nelle "stalla" della contrada il cavallo è amato, venerato, curato in maniera maniacale, ha veterinario e maniscalco personale, persone che lo lustrano, coccolano e cercano di renderlo in qualche modo felice. Nessuno vuole che si faccia male, tutti lo vogliono vedere sano e salvo. E questo è così, al di là del fatto che il cavallo che ti è toccato in sorte sia una star oppure un brocco. Mai ho visto maltrattare una cavallo nella stalla della mia contrada, spesso l'ho visto uscire più bello di come ci era entrato dopo la tratta, e mai, quando ho fatto parte dello staff della stalla ho visto praticare trattamenti illeciti sul cavallo. Come dicevo, il Palio non è solo cavalli, il Palio è comunità di persone. Mai ho visto diverse generazioni  condividere una stessa cena e divertirsi nello stesso modo, cantando gli inni tradizionali, mangiando, discutendo, ubricandosi, insomma facendo comunità. Sempre mi stupisco nel vedere come famiglie intere si riuniscano insieme in una stesso luogo a partire dai bambini di pochi mesi fino ad arrivare ai bisnonni. Tutti sono, lì, ed è divertente scorgere le somiglianze fra nonni e nipoti, indovinare di chi è figlio quel bambino che gioca insieme agli altri, mentre i "grandi " chiaccherano, sereni nel sentirlo protetto dalla comunità. Questo avviene tutto l'anno, perchè l'attività di una contrada non nasce e muore solo nei giorni del Palio. In un' Italia dove i bambini sono spariti dalle strade e le famiglie sono ormai composte da solo tre persone è bello riscoprire una sicurezza perduta, la capacità di una società di vegliare e custodire anche i figli altrui. Lì, in contrada, ci sarà sempre un altro babbo o un'altra nonna pronti a tirare un occhio su un bambino non suo. E' bello sedersi ad ascoltare i racconti dei "vecchi" e mi piace l'idea di poter vedere in una volta sola mia, madre, i miei cugini e i miei zii...In una società chiusa come quella di Siena mi meraviglio e gioisco nel vedere accolti nella mia piccola contrada ragazzi di "colori" e nazionalità diversi. Anche questa è integrazione. Per questo non riesco ad essere contro Palio, per questa comunità , e per questo motivo spero sermpre che chi è contro ci aiuti a trovare nuove idee per migliorarci e mi auguro che i senesi si aprano sempre più alle novità e siano aperti ad accettare i cambiamenti nel bene del Palio e soprattutto dei cavalli.

Bandiera della contrada della Selva, sullo sfondo il duomo di Siena

8 commenti:

  1. Accidenti bellissimo pezzo!!!! Sembra un editoriale di un grande giornalista. Bello bello
    L'anonimo :-)

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    1. Ciao,
      ma tu sei di parte!!non sei obiettivo..

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  3. Ma si che sono obiettivo. Faccio Nikon di secondo nome :-)
    Sempre l'Anonimo :-) ma non veneziano :-) sono l'Anonimo Alessandrino (forse il caldo mi fa male!)

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